Carla Malinverni Coach

parole di julio, velasco sul team…1993

ecco un’altra parte del discorso del grande Julio Velasco a Berlino del 1993.

in questa parte, si parla di team e quindi di gioco di squadra, ruoli, compiti, in sintesi julio ci parla del CON-VINCERE, ovvero del VINCERE CON gli altri!

‘Questo un po’ ci vuole: la fiducia che si può cambiare.

Poi la FIDUCIA negli altri, quelli che lavorano con me. Certo quando le cose vanno bene è facile avere fiducia. E’ quando vanno male che bisogna avere fiducia e avere fiducia significa fare gioco di squadra e gioco di squadra vuol dire ruoli e vuol dire stabilire i compiti di questi ruoli, quando gioco in attacco e quando gioco in difesa, quando tutta la giocata va bene e quando c’è un errore […].

Quando c’è un errore, che cosa fanno gli altri giocatori? E, se invece di sbagliare l’alzata, si sbaglia la ricezione, cosa facciamo? E, se sbaglia l’attaccante perché lo murano, cosa facciamo? Andiamo tutti sotto a recuperare la palla.

Finché non è a terra, non è finita.

Per quello non si deve schiacciare fuori, perché, se si schiaccia fuori, non si può più fare niente.

Non è che lo spirito di squadra è un imperativo etico. Non è che chi fa gioco di squadra è un bravo ragazzo e chi non fa gioco di squadra è un egoista cattivo!!! Non è che un giocatore va a fare copertura all’attaccante o un terzino va a fare la diagonale, perché al centroavanti gli è scappato lo stopper o al marcatore centrale, perché è solidale!!! Se è solidale ci va, se non è solidale lo lascia andare in goal!?!!!? Non è così che funziona! Ci va perché è il suo ruolo e che quando a un attaccante gli scappa il suo compagno, il suo ruolo è coprirlo.

E’ un RUOLO stabilito.

Non si pianifica una partita dicendo ‘al centravanti mai gli scapperà la palla e se gli scappa tutti ci giriamo verso di lui e gli diciamo scemo hai lasciato scappare il giocatore!!!‘. No.

Questo è il gioco di squadra. Se poi alla base di questa squadra c’è un gruppo dove c’è collaborazione, dove c’è AMICIZIA, tanto meglio perché tutto questo sarà più facile.

E’ chiaro che fare gioco di squadra deve convenire. Se non conviene, è molto difficile costruire una squadra. E convenire vuol dire che l’allenatore, il presidente, i tecnici eccetera premiano chi fa gioco di squadra e non premiano chi non lo fa, ma anche perché giocare in squadra significa fare una tattica cioè la tattica è il rapporto con l’avversario.

E, col rapporto con l’avversario, posso nascondere i pregi dell’avversario e mettere in evidenza i suoi difetti e mettere in evidenza i miei punti forti e nascondere i miei difetti. Questo è il gioco di tattica.’

Julio Velasco, Berlino, 1993

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