Carla Malinverni Coach

siamo vicini alla fine dell’inizio di questa storia

Sabato mattina ho preso parte come ascoltatore a ‘Coronavirus, scienza e diritti: affrontare l’emergenza, prepararsi al futuro’ organizzato dall’Associazione Luca Coscioni. Al dibattito hanno partecipato medici, giuristi, parlamentari europei.

L’ho trovato decisamente interessante: ho avuto informazioni utili, ascoltato punti di vista differenti, tutti di professionisti.

Condivido con voi ciò che mi ha interessata, prendendo spunto da quello che ho ascoltato. Ci tengo a precisare che si tratta di una mia elaborazione di quanto ho sentito.

‘Forse ci avviciniamo alla fine del principio di questo periodo’

DEMOCRAZIA: LA RESPONSABILITA’

La ‘sfida’ italiana è anche quella di dimostrare che il sistema democratico funziona anche in tempi di crisi e che la responsabilità c’è e può essere attivata nei cittadini anche in Italia, non solo in Cina o in Corea. In questo periodo si vede una certa disponibilità e anzi propensione di molti italiani a cedere i propri diritti democratici , i diritti costituzionali allo Stato, all’esercito a fronte del bisogno di sicurezza che tutti sentiamo.

Tutto questo deve risvegliare la nostra attenzione per ciò che si può prefigurare dopo, nel futuro. In questo frangente è necessario che l’aspetto giuridico a tutela della libertà venga sviluppato e reso chiaro, in modo da muoversi all’interno di questo spazio, per garantire il rispetto dei diritti costituzionali e la sua continuità nel tempo futuro.

Ad oggi pare che le decisioni in Italia siano prese prevalentemente se non esclusivamente a seguito del parere di esperti medici. Una scelta medicocentrica è democratica?

Una nota sulla tracciatura degli spostamenti tramite i cellulari personali mi ha fatta sorridere. In Corea pare che i cellulari delle persone contagiate e messe in quarantena a casa propria siano stati utilizzati per ricostruire con precisione gli spostamenti precedenti della persona, per individuare tutti i luoghi frequentati nei giorni precedenti e quindi provvedere alle misure di sicurezza per i possibili infettati. Pare che nella loro ‘cultura’ non ci sia il problema di controllare che una persona messa in quarantena non esca davvero di casa!

FARMACI:  I TEMPI E LA POSSIBILE ‘PERENNIZZAZIONE’ DEL SISTEMA

Per ora stiamo combattendo contro la malattia, non contro il virus. I tempi per trovare (studiare, sperimentare, sintetizzare ecc. ecc.), un farmaco, specifico contro questo virus, sono ragionevolmente ‘lunghi’ per poter pensare di affrontare la situazione di oggi affidandoci ad una soluzione farmacologica. Quindi ci si occupa della malattia, al meglio, utilizzando i farmaci, le strutture e le conoscenze a disposizione. Viste le tempistiche, è possibile che questo sia il primo di altri periodi simili, ovvero si configura la possibilità che, da ora in poi, si decida una soglia di tolleranza numerica di persone contagiate, anche dalle possibili ‘varianti’ di questo virus, oltre la quale, per prassi si chiuderanno le scuole, i negozi, le attività per tot mesi. E’ insomma possibile anche che torneremo ad una pseudo-normalità che nei prossimi anni preveda un andamento a singhiozzo della attività produttive e sociali. La situazione di oggi potrebbe diventare un ‘sistema perennizzato’ per il futuro.

LA PARTE PSCICOLOGICA/PSICHIATRICA: i disturbi post traumatici da stress

E’ necessario fin da ora – anzi, siamo già in ritardo – affrontare la parte psicologica della situazione, prevenendo i disturbi post traumatici da stress, che colpiranno moltissimi di noi già a breve, partendo soprattutto dal personale sanitario. Se sul virus siamo impreparati,  sull’aspetto psichico abbiamo a disposizione dati ed esperienze pregresse  per poterlo gestire. Quello che stiamo vivendo è paragonabile ad un evento catastrofico (terremoto, tsunami, attentato terroristico).

E’ necessario che vengano allestiti appositi spazi di ‘decontaminazione emotiva’, in ogni struttura sanitaria, dove il personale possa riposare, lavarsi, mangiare ed essere supportato personalmente da professionisti dedicati.

Tra i cittadini, verranno maggiormente e prima colpite le persone che non possano avere in questo periodo reti relazionali di prossimità (disabili, anziani, persone che vivono sole). La preoccupazione su questo aspetto è nell’immediato.

Il sostegno on demand psicologico e di counselling telefonico/web, sperimentato in passato in occasioni simili per il personale sanitario e per i cittadini, è stato utile e non efficace. Gli esperti auspicano l’organizzazione di un supporto professionale in presenza e che garantisca continuità.

Nei momenti di crisi, si verifica in un primo momento in moltissime persone, soprattutto persone rivolte all’altro (ad esempio chi fa mestieri di aiuto, come i sanitari), il cosiddetto ’effetto eroico’, una specie di negazione o sottovalutazione del pericolo in atto. Questa è addirittura una delle cause che, in un primissimo tempo, ha agevolato la diffusione del contagio in questo frangente in Italia.

LE INFORMAZIONI e  LA LIBERTA’ DI STAMPA

Purtroppo siamo investiti da una quantità di Fake News. Escluse quelle che sono vere e proprie fake news, è comunque ‘positivo’ che circolino notizie anche totalmente non allineate con la vista ‘scientifica’, perché paradossalmente significa che la libertà di stampa continua ad esistere. L’opinione pubblica è pubblica proprio perché non necessariamente allineata né per forza scientifica.

L’ASPETTO ECONOMICO

Ci attende un periodo economicamente tragico. Evidentemente e ragionevolmente oggi ci occupiamo dell’aspetto medico sanitario. Poi è prevedibile un periodo di 5/10 anni di crisi economica.  Diventa sempre più importante in Europa avere organi di valutazione ‘finanziaria’ che non siano delegati solo a soggetti terzi (USA e UK).

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